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Si è conclusa da pochi giorni la prima parte del Progetto Radio, ossia la settimana residenziale che ha coinvolto 23 ragazzi della nostra Associazione, i quali hanno lavorato alle prese con microfoni, mixer e tasti di diverse dimensioni e colori. Oltre a cimentarsi nell’utilizzo dello strumento tecnico, i ragazzi, magistralmente guidati dal nostro Francesco Grande, socio della Lombardia, promotore e ideatore dell’iniziativa, hanno avuto modo di lavorare in gruppo e questo ha comportato un costruttivo confronto con se stessi e con gli altri compagni di avventura.

Durante i due giorni scarsi nei quali ho frequentato il corso, ho avuto modo di cogliere nei ragazzi attenzione e concentrazione nell’apprendere alcuni contenuti necessari alla conduzione della radio, ma soprattutto un coinvolgimento emotivo e personale molto forte. Pur con alcune difficoltà legate inevitabilmente alla convivenza, posso dire di aver respirato un’aria positiva e carica di vitalità. In alcuni volti si leggeva, al di là della fatica del quotidiano per le giornate dense di attività, anche la voglia di essere protagonisti e di essere valorizzati per le proprie qualità e capacità.

La preziosa presenza, discreta ma sempre attenta alle esigenze dei ragazzi, della dott.ssa Caterina Asciano, ha permesso a tutti sentirsi al centro di un percorso che va oltre la messa “on air” della nostra radio.

Ascoltando e parlando con i ragazzi coinvolti, ho potuto appurare che questa settimana è andata oltre le loro aspettative e sicuramente anche oltre le nostre, dal momento che non potevamo prevedere il risultato finale.

I commenti raccolti sono stati tutti estremamente positivi e da più parti è arrivato l’invito a ritrovarsi nuovamente e dare continuità al Progetto.

Come Direttivo ci sentiamo in dovere di raccogliere la sfida e pensare ad un percorso che possa vedere impegnati in prima linea i nostri ragazzi con una maggiore continuità e non solo per una settimana all’anno.

Sicuramente il progetto non si dichiara concluso e ci piace pensare che, terminata la prima fase, si mettano in pratica i concetti appresi e vissuti. L’obiettivo è essere in onda nei prossimi mesi e quindi diventa necessario continuare a lavorare ritrovandosi per consolidare competenze e autonomie e per permettere a chi ha partecipato di diventare sempre più protagonista, seppur con ruoli diversi all’interno della nostra radio.

Programmare qualche altro momento di incontro mirerebbe anche al coinvolgimento di chi in questa settimana per diverse ragione non è potuto essere presente.

Paolo Vavassori
Capo progetto

RAGAZZI PROTAGONISTI

Ci siamo, siamo tutti arrivati a Roma con piccole preoccupazioni che ci hanno fatto perdere un po’ di sonno e che ci hanno caricato di tensione, “io di quello che si fa in una radio non ne capisco niente”,  era questo il luogo comune che si era venuto a creare.

Poi ci si ritrova tutti insieme, non si parla immediatamente di radio ma amici che già hanno condiviso momenti gioviali insieme o nuove amicizie pronte a partire, che si raccontano.

Parte il corso, molte le domande che vengono fatte dai ragazzi, le modalità, i tempi, i luoghi, ma soprattutto le perplessità, “io non ce la farò mai”.

Man mano che ci addentriamo in quello che è la struttura della radio emergono curiosità, dunque attenzione da parte di tutti.

Gli strumenti sono la parte che preoccupa di più ma vengono poi utilizzati con disinvoltura, la sera tornati dalla giornata intensa di corso, tutti stanchissimi. Le prime due sere addirittura dopo cena molti a letto.

Man mano che il corso va avanti, si prende dimestichezza con l’attrezzatura, mixer, cuffie, microfono e computer e si mettono al centro dell’attenzione le passioni dei ragazzi, dunque si affrontano temi e si sviluppano argomenti.

Nel frattempo i ragazzi creano delle routine: chi prepara i caffè, chi distribuisce le penne e le cartellette, chi si propone per mettere della musica da ascoltare tutti insieme, chi riordina le sedie a fine giornata.

Negli ultimi giorni del corso si è cominciato a intravedere qualche preoccupazione sul futuro del progetto, “dobbiamo incontrarci ancora”? ” Ma quando parte la radio”? “Io ho deciso il nome del programma con gli argomenti che affronterà”.

Naturalmente abbiamo acquisito le prime nozioni per far funzionare una radio, che cos’è un clock, come organizzare un palinsesto partendo dal giorno, poi la settimana, poi il mese e poi l’anno.

Il corso è finito torniamo a casa pieni di entusiasmo, con la consapevolezza di aver ritrovato e consolidato delle amicizie e di averne fatte di nuove, abbiamo condiviso ogni momento per un’intera settimana.  Al momento dei saluti, emergono le promesse di vederci presto ma soprattutto le promesse di cercare momenti come questi che ci hanno reso tutti protagonisti.

Oggi anche io torno a casa soddisfatto, con qualche dubbio ma sicuramente con tante certezze, quella di aver lavorato con un gruppo che ha tanta voglia di fare ma anche tanta voglia di condividere esperienze, dove il corso radio era il fine principale ma non di meno lo stare bene tutti insieme e il divertimento.

Viva i nostri ragazzi e viva chi ha reso possibile questa bellissima storia.

Francesco Grande