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Tutto sulla Sindrome da Microdelezione del Cromosoma 22

Tutto sulla Sindrome da Microdelezione del Cromosoma 22

Tutto sulla Sindrome da Microdelezione del Cromosoma 22

Cos’è la sindrome da da microdelezione del cromosoma 22

Si tratta di una sindrome di natura genetica caratterizzata dalla mancanza di un frammento (delezione) del cromosoma 22 e colpisce circa 1/4.000 nati.

Ad essa sono riconducibili alcune sindromi, descritte a partire dagli anni 60 da diversi gruppi di ricerca, quali la sindrome di DiGeorge, Velocardiofaciale di Shprintzen, Conotruncal Anomaly Face Sindrome di Takoo ed altre sindromi affini.

Attualmente sono accorpate in un unico quadro, con espressivita’ clinica altamente variabile, ridenominata “sindrome da delezione 22q11”.
Alcuni casi sono di difficile riconoscimento e il test per la diagnosi genetica (ibridazione in situ fluorescente, FISH) non e’ ancora molto diffuso.

Le persone con delezione 22 presentano spesso un aspetto esterno e dei segni clinici riconoscibili e comuni tra loro; a volte pero’ l’aspetto esterno e sfumato e i segni clinici sono variabili.

E’ bene ricordare, quindi, che non sempre tutte le caratteristiche sono presenti contemporaneamente in un bambino o in un adulto con delezione 22.

Gli aspetti clinici di un bambino con questa sindrome si manifestano con particolari caratteristiche fisiche quali: lineamenti del volto – malformazioni cardiache – anomalie del palato – alterazioni del sistema immunitario – alterazioni del metabolismo calcio/fosforo – altre caratteristiche fisiche.

Possono inoltre presentare aspetti neuro-psicologici che variano dalle competenze cognitive a quelle sociali.

La gestione clinica dei pazienti con questa sindrome, visto il quadro multisistemico, richiede la collaborazione di diversi specialisti tra cui il genetista, il cardiologo, l’endocrinologo, il neurologo, il chirurgo plastico, l’immunologo, lo psichiatra, il pediatra.

Il sospetto clinico deve essere confermato con l’analisi mediante prelievo di citogenetica molecolare (FISH) che dimostra la microdelezione nella regione 22q11.

La maggioranza dei casi originano da nuova mutazione, essendo solo il 15-20% casi a ricorrenza familiare.

E’ possibile eseguire la diagnosi prenatale eseguendo la FISH per il cromosoma 22 su cromosomi in metafase da colture di cellule prelevate mediante amniocentesi o prelievi dei villi coriali.

Si tratta di una sindrome di natura genetica caratterizzata dalla mancanza di un frammento (delezione) del cromosoma 22 e colpisce circa 1/4.000 nati.

Ad essa sono riconducibili alcune sindromi, descritte a partire dagli anni 60 da diversi gruppi di ricerca, quali la sindrome di DiGeorge, Velocardiofaciale di Shprintzen, Conotruncal Anomaly Face Sindrome di Takoo ed altre sindromi affini.

Attualmente sono accorpate in un unico quadro, con espressivita’ clinica altamente variabile, ridenominata “sindrome da delezione 22q11”.
Alcuni casi sono di difficile riconoscimento e il test per la diagnosi genetica (ibridazione in situ fluorescente, FISH) non e’ ancora molto diffuso.

Le persone con delezione 22 presentano spesso un aspetto esterno e dei segni clinici riconoscibili e comuni tra loro; a volte pero’ l’aspetto esterno e sfumato e i segni clinici sono variabili.

E’ bene ricordare, quindi, che non sempre tutte le caratteristiche sono presenti contemporaneamente in un bambino o in un adulto con delezione 22.

Gli aspetti clinici di un bambino con questa sindrome si manifestano con particolari caratteristiche fisiche quali: lineamenti del volto – malformazioni cardiache – anomalie del palato – alterazioni del sistema immunitario – alterazioni del metabolismo calcio/fosforo – altre caratteristiche fisiche.

Possono inoltre presentare aspetti neuro-psicologici che variano dalle competenze cognitive a quelle sociali.

La gestione clinica dei pazienti con questa sindrome, visto il quadro multisistemico, richiede la collaborazione di diversi specialisti tra cui il genetista, il cardiologo, l’endocrinologo, il neurologo, il chirurgo plastico, l’immunologo, lo psichiatra, il pediatra.

Il sospetto clinico deve essere confermato con l’analisi mediante prelievo di citogenetica molecolare (FISH) che dimostra la microdelezione nella regione 22q11.

La maggioranza dei casi originano da nuova mutazione, essendo solo il 15-20% casi a ricorrenza familiare.

E’ possibile eseguire la diagnosi prenatale eseguendo la FISH per il cromosoma 22 su cromosomi in metafase da colture di cellule prelevate mediante amniocentesi o prelievi dei villi coriali.

In occasione del XVI congresso mondiale della VCFSEF che si e svolto a Roma dal 3 al 5 Luglio 2009, la nostra associazione AIdel22 ha realizzato il video che vi presentiamo, che illustra sinteticamente la Sindrome da Delezione del Cromosoma 22 nei suoi aspetti più caratteristici, spiegati attraverso brevi

Si ringraziano per la partecipazione:

prof. R. J Shprintzen
Otorinolaringoiatra, Upstate Medical University, Syracuse NY – USA

prof. Antonio Baldini
Genetista molecolare, Istituto di Genetica e Biofisica CNR – Italia

dott.ssa Maria Cristina Digilio
Genetista clinico, Ospedale Bambino Gesu di Roma – Italia

dott. Antonio Ysunza
Otorinolaringoiatra, Hospital Gea Gonzalez, Citta del Messico – Messico

prof. Bruno Marino
Cardiologo, Dipartimento di Pediatria, Universita di Roma “La Sapienza” – Italia

dott.ssa Ann Swillen
Neuropsicologa, Center for Human Genetics, Universita di Leuven – Belgio

dott.ssa Giulietta Angelelli Cafiero
Presidente AIdel22 – Roma – Italia

La divulgazione scientifica

La divulgazione scientifica

La divulgazione della conoscenza della “Del 22” è prevista nel nostro Statuto come oggetto sociale. Tale attività è iniziata subito dopo la nascita di AIdel22 e ha accompagnato in modo costante la vita associativa nel corso degli anni.

La consapevolezza della rarità della condizione ci ha portato a ritenere la diffusione della conoscenza come un obiettivo prioritario. Abbiamo maturato la convinzione che tale attività sia strategica per raggiungere quello che in realtà è il vero obiettivo da conseguire: una diagnosi precoce finalizzata ad un’ efficace ed appropriata assistenza del paziente Del22.

Nel programmare la nostra attività di divulgazione scientifica siamo partiti dall’assunto che ogni bambino con una malattia genetica o una disabilità grave ha diritto come tutti gli altri bambini ad un’assistenza socio-sanitaria globale ed alla promozione della sua salute psico-fisica, che tengano conto, però, della rarità e della complessità della condizione patologica.

La caratteristica della complessità, infatti, comporta la necessità di una presa in carico globale della persona, con un’azione di supporto continua ed interventi di carattere medico specialistico e di carattere psicologico, formativo e sociale, con l’obiettivo finale di ottenere il maggior grado possibile di salute psico-fisica e di autonomia.

Non esistendo una terapia risolutiva, specifica e mirata a rimuovere la causa principale della sindrome, l’assistenza al paziente “Del 22” si deve basare sull’insieme degli interventi medici in grado di produrre il miglior stato di salute possibile e di interventi psicologici e sociali in grado di assicurare la migliore qualità di vita possibile.

Per l’attività di divulgazione, si evidenziano pertanto due percorsi distinti ma convergenti: l’uno rivolto all’approfondimento scientifico e destinato ai medici, l’altro rivolto ai pazienti e alle loro famiglie. Queste, infatti, svolgono un ruolo significativo, sia perché fruitori diretti dell’assistenza, sia perché l’esperienza acquisita sulla patologia e la consapevolezza rispetto alle risorse che potranno alleviarla, rendono la famiglia un fondamentale co-produttore della conoscenza. La conoscenza, infatti, non è solo quella scientifica, ma è il frutto di una molteplicità di fattori da collegare in un unico progetto organico, in cui viene valorizzato anche l’apporto del malato raro, della sua famiglia e delle associazioni.

La divulgazione della conoscenza della “Del 22” è prevista nel nostro Statuto come oggetto sociale. Tale attività è iniziata subito dopo la nascita di AIdel22 e ha accompagnato in modo costante la vita associativa nel corso degli anni.

La consapevolezza della rarità della condizione ci ha portato a ritenere la diffusione della conoscenza come un obiettivo prioritario. Abbiamo maturato la convinzione che tale attività sia strategica per raggiungere quello che in realtà è il vero obiettivo da conseguire: una diagnosi precoce finalizzata ad un’ efficace ed appropriata assistenza del paziente Del22.

Nel programmare la nostra attività di divulgazione scientifica siamo partiti dall’assunto che ogni bambino con una malattia genetica o una disabilità grave ha diritto come tutti gli altri bambini ad un’assistenza socio-sanitaria globale ed alla promozione della sua salute psico-fisica, che tengano conto, però, della rarità e della complessità della condizione patologica.

La caratteristica della complessità, infatti, comporta la necessità di una presa in carico globale della persona, con un’azione di supporto continua ed interventi di carattere medico specialistico e di carattere psicologico, formativo e sociale, con l’obiettivo finale di ottenere il maggior grado possibile di salute psico-fisica e di autonomia.

Non esistendo una terapia risolutiva, specifica e mirata a rimuovere la causa principale della sindrome, l’assistenza al paziente “Del 22” si deve basare sull’insieme degli interventi medici in grado di produrre il miglior stato di salute possibile e di interventi psicologici e sociali in grado di assicurare la migliore qualità di vita possibile.

Per l’attività di divulgazione, si evidenziano pertanto due percorsi distinti ma convergenti: l’uno rivolto all’approfondimento scientifico e destinato ai medici, l’altro rivolto ai pazienti e alle loro famiglie. Queste, infatti, svolgono un ruolo significativo, sia perché fruitori diretti dell’assistenza, sia perché l’esperienza acquisita sulla patologia e la consapevolezza rispetto alle risorse che potranno alleviarla, rendono la famiglia un fondamentale co-produttore della conoscenza. La conoscenza, infatti, non è solo quella scientifica, ma è il frutto di una molteplicità di fattori da collegare in un unico progetto organico, in cui viene valorizzato anche l’apporto del malato raro, della sua famiglia e delle associazioni.

Il protocollo del22q11.2

Le linee guida multispecialistiche sono state elaborate dall’ “International 22q11.2 Deletion Syndrome Consortium”, cui per l’Italia hanno partecipato il prof. Bruno Marino e la dott.ssa Maria Cristina Digilio del Comitato Scientifico di AIdel22.

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Protocollo
del22q11.2

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Il protocollo del22q11.2 età adulta

Dall’esperienza di assistenza multidisciplinare agli adulti Del22 presso il Policlinico Umberto I di Roma, unico esempio in Italia, nasce il protocollo per adolescenti e giovani adulti redatto dal gruppo del prof. Bruno Marino.

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Protocollo del22q11.2
età adulta

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Quaderni Immunodeficenze Primitive N.9

A partire dall’anno 2009, la collaborazione tra il Comitato di Studi Strategici per le Immunodeficienze dell’AIEOP (Associazione Italiana Ematologia e Oncologia Pediatrica) e due associazioni di familiari l’A.I.P. (Associazione Immunodeficienze Primitive) e AIdel 22, ha consentito la realizzazione  di un protocollo diagnostico con raccomandazioni terapeutiche per la delezione del cromosoma 22q.11, ovvero un documento che descrive in modo organico e sistematico sia le caratteristiche della sindrome stessa, che le evidenze e gli accertamenti necessari per una diagnosi certa proponendo, inoltre, degli schemi terapeutici assistenziali per il controllo nel tempo del paziente.

E’  importante sottolineare che tale protocollo è stato diffuso nelle 54 strutture sanitarie  presenti nel territorio nazionale (Ospedali e Cliniche Universitarie), dove operano gli immunologi membri dell’AIEOP e che solo alcune di tali strutture hanno contribuito sin dal primo momento al progetto, che ha visto progressivamente  l’ampliamento della raccolta di casi

Il lavoro dei medici  che  collaborano al protocollo,  consiste nel compilare, al momento della diagnosi, alcuni modelli per la raccolta dati, che accompagneranno la storia del paziente, arricchiti di anno in anno dall’aggiornamento dello stato clinico e dei dati di laboratorio. I dati raccolti attraverso le modalità su descritte, verranno elaborati statisticamente e hanno già fornito indicazioni cliniche molto utili,  consentendo   di individuare nuovi elementi di studio e  di ricavare una visione prospettica della sindrome. Da sottolineare, infatti, che sono  arruolati pazienti di tutte le età, dal neonato all’adulto, con una diagnosi dimostrata mediante “ FISH”.

Trattandosi di una Malattia Rara, e più precisamente un insieme di malattie accomunate da una stessa alterazione cromosomica solo recentemente riconosciuta, la realizzazione nel 2009 di questo protocollo, primo in Europa, ha rappresentato il giusto approccio ed un valido strumento per assicurare ai pazienti una migliore qualità della vita, prima attraverso una diagnosi certa e precoce e poi attraverso una corretta terapia nel tempo.

A completamento dell’iniziativa, nel marzo 2010 è stato pubblicato a cura dell’AIP e di AIdel22 un “Quaderno sulle immunodeficienze primitive” dedicato alla Sindrome Del22q11.2, scritto dalla Dott.ssa Caterina Cancrini.

Il lavoro di questi anni ha anche prodotto degli importanti risultati scientifici riportati nell’ articolo “ Clinical features and follow-up in patients with 22q11.2 deletion syndrome”  accettato e  pubblicato, dal “Journal of Pediatrics”, autorevolissima rivista di Pediatria.

Quaderni Immunodeficenze Primitive N.9

A partire dall’anno 2009, la collaborazione tra il Comitato di Studi Strategici per le Immunodeficienze dell’AIEOP (Associazione Italiana Ematologia e Oncologia Pediatrica) e due associazioni di familiari l’A.I.P. (Associazione Immunodeficienze Primitive) e AIdel 22, ha consentito la realizzazione  di un protocollo diagnostico con raccomandazioni terapeutiche per la delezione del cromosoma 22q.11, ovvero un documento che descrive in modo organico e sistematico sia le caratteristiche della sindrome stessa, che le evidenze e gli accertamenti necessari per una diagnosi certa proponendo, inoltre, degli schemi terapeutici assistenziali per il controllo nel tempo del paziente.

E’  importante sottolineare che tale protocollo è stato diffuso nelle 54 strutture sanitarie  presenti nel territorio nazionale (Ospedali e Cliniche Universitarie), dove operano gli immunologi membri dell’AIEOP e che solo alcune di tali strutture hanno contribuito sin dal primo momento al progetto, che ha visto progressivamente  l’ampliamento della raccolta di casi

Il lavoro dei medici  che  collaborano al protocollo,  consiste nel compilare, al momento della diagnosi, alcuni modelli per la raccolta dati, che accompagneranno la storia del paziente, arricchiti di anno in anno dall’aggiornamento dello stato clinico e dei dati di laboratorio. I dati raccolti attraverso le modalità su descritte, verranno elaborati statisticamente e hanno già fornito indicazioni cliniche molto utili,  consentendo   di individuare nuovi elementi di studio e  di ricavare una visione prospettica della sindrome. Da sottolineare, infatti, che sono  arruolati pazienti di tutte le età, dal neonato all’adulto, con una diagnosi dimostrata mediante “ FISH”.

Trattandosi di una Malattia Rara, e più precisamente un insieme di malattie accomunate da una stessa alterazione cromosomica solo recentemente riconosciuta, la realizzazione nel 2009 di questo protocollo, primo in Europa, ha rappresentato il giusto approccio ed un valido strumento per assicurare ai pazienti una migliore qualità della vita, prima attraverso una diagnosi certa e precoce e poi attraverso una corretta terapia nel tempo.

A completamento dell’iniziativa, nel marzo 2010 è stato pubblicato a cura dell’AIP e di AIdel22 un “Quaderno sulle immunodeficienze primitive” dedicato alla Sindrome Del22q11.2, scritto dalla Dott.ssa Caterina Cancrini.

Il lavoro di questi anni ha anche prodotto degli importanti risultati scientifici riportati nell’ articolo “ Clinical features and follow-up in patients with 22q11.2 deletion syndrome”  accettato e  pubblicato, dal “Journal of Pediatrics”, autorevolissima rivista di Pediatria.

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Quaderno N9 Cancrini

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Criteri per il sospetto diagnostico

Criteri per il sospetto diagnostico

Il documento – a cura della Dr.ssa Maria Cristina Digilio – sintetizza schematicamente gli aspetti clinici caratterizzanti i pazienti con Sindrome da microdelezione del cromosoma 22q11.2.

SEGNI CLINICI MAGGIORI

  • Cardiopatia congenita (troncoconale: interruzione dell’arco aortico tipo B, persistenza del tronco arterioso, tetralogia di Fallot, atresia polmonare con difetto del  setto interventricolare, difetti del setto interventricolare, anomalie isolate dell’arco aortico).
  • Palatoschisi e/o insufficienza velo-faringea.
  • Aspetto fenotipico ( caratteristiche comuni:bocca piccola, rime palpebrali strette, padiglioni auricolari piccoli, naso prominente, ipertelorismo, micrognatia, palato ogivale,  pienezza periorbitale).
  • Ipocalcemia neonatale.
  •  Ritardo di linguaggio / Rinolalia (schisi palatina sottomucosa e sottomucosa occulta).
  • Difficolta di apprendimento.

SEGNI CLINICI MINORI

  • Malformazioni laringee.
  • Reflusso gastro-esofageo e difficolta nell’alimentazione.
  • Malformazioni renali e/o genito-urinarie.
  • Scoliosi.

ASSOCIAZIONI DI SEGNI CLINICI CHE FANNO PORRE IL SOSPETTO

  • Cardiopatia congenita + anomalie del palato.
  • Cardiopatia congenita + ipocalcemia neonatale.
  • Ritardo del linguaggio con rinolalia + cardiopatia congenita + caratteristiche facciali specifiche.
  • Ritardo del linguaggio con rinolalia + malformazioni + caratteristiche facciali specifiche.

SONO QUINDI EVIDENZIATI:

–  le anomalie del palato e le relative difficolta nell’alimentazione;
–  l’ipoparatiroidismo;
–  il deficit del sistema immunitario;
–  gli aspetti inerenti allo sviluppo motorio, cognitivo e del linguaggio, delineandone altresi le caratteristiche comportamentali;
–  le piu frequenti cardiopatie congenite;
–  le altre anomalie associate alla sindrome.

AIdel22 e’ una organizzazione senza fini di lucro.
Si occupa di tutte le sindromi cliniche correlate alla delezione del cromosoma 22q11.2, come la Sindrome di DiGeorge (DGS) e la Sindrome Velo-cardio-facciale (VCFS).

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