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Racconto di un viaggio speciale in bicicletta

 

Il progetto della grande avventura di nostro figlio Emanuele è iniziato per caso, attorno al tavolo della nostra cucina.
“Ehi, visto che quest’estate sono in giro per l’Europa con i progetti Erasmus+, mi piacerebbe molto percorrere un tragitto in bici in solitaria per raccogliere fondi per i progetti di AIdel 22”.
È cominciato tutto così, e io voglio raccontarvi la mia avventura di mamma nelle retrovie.

Devo essere sincera: all’inizio mi sembrava una follia, mentre Emanuele e suo padre decidevano il percorso da Berlino a Copenaghen, stabilivano le tappe, prenotavano gli ostelli e controllavano l’attrezzatura, io ero molto combattuta, da un lato non potevo che essere solidale con questo figlio così idealista e generoso dall’altro avevo i mille dubbi di una mamma: ce la farà? Sarà pericoloso? E se succedesse qualcosa come faremmo ad aiutarlo da lontano?

Nel frattempo, contattavamo la piattaforma di Go fund me, e Emanuele decideva di devolvere le somme che avrebbe raccolto per due progetti dell’Associazione che ci stanno molto a cuore: “Radio Aidel22web”, la nostra fantastica radio, ed “Emozioniamo”, un progetto di sostegno psicologico alle famiglie.

Finalmente è arrivato il 2 agosto, il giorno della partenza.

Io mi trovavo con Francesco all’“Oasi di Troina” per un periodo di training e riabilitazione, sentire Emanuele al telefono, ricevere la sua foto in bicicletta con la maglietta di Aidel22 davanti alla porta di Brandeburgo, ascoltare la sua voce ai microfoni di Radio Aidel è stata un’emozione incredibile.

Emanuele e suo padre avevano trascorso notti insonni per programmare l’itinerario, eppure l’imprevisto è sempre in agguato e gli imprevisti sul cammino sono stati davvero tanti.

Già il primo giorno Emanuele si è ritrovato a trascorrere un’ora in più nella foresta, dopo il tramonto, a causa del percorso molto impegnativo che alternava tratti di strada asfaltata a foreste senza strada, erano le 22.30 quando ha raggiunto la prima tappa: Rheinsberg.

Ma l’imprevisto più grosso è accaduto il secondo giorno quando, improvvisamente, si è rotto il cambio della bicicletta, nessun meccanico nei dintorni di Rheinsberg era in grado di aggiustarlo così Emanuele è dovuto tornare a Berlino in treno, riconsegnare la bici, noleggiarne un’altra, riprendere il treno e ritornare sulla strada, direzione Krakow am see, solo che nel frattempo si era fatta mezzanotte e pensare a mio figlio che pedalava solo nella foresta per altre due ore non è stato facile.

Ma eccolo ai microfoni di Radio Aidel22 l’indomani mattina, di nuovo entusiasta e pimpante, impaziente di rimettersi in marcia per l’ultimo tratto in terra tedesca, il mio cuore era con lui e me lo immaginavo mentre pedalava tra Krakow am see e Rostok in un alternarsi di campi di granturco e piccole cittadine.

Come poi mi ha raccontato, la diretta di ogni mattina su Radio Aidel22 gli dava una grandissima forza, sapeva di non essere solo ma di avere un popolo accanto a se che lo seguiva, alcuni dei nostri ragazzi hanno cominciato a telefonargli, io credo che per la prima volta si sia sentito protagonista fino in fondo di un progetto dell’Associazione, non solo un fratello.

Da Rostok, Emanuele ha deciso di darsi uno sprint finale e di raggiungere direttamente Copenaghen, (160 km) saltando le tappe intermedie in Danimarca per poi raggiungere, eventualmente, la Svezia.

Purtroppo, a metà percorso, mentre pedalava tra ponti, isole e mulini a vento, ha iniziato a piovere a dirotto e questo ha causato un guasto irreversibile al cellulare.
Per più di dodici ore non ho avuto sue notizie, ma devo dire che ormai ero molto fiduciosa nelle sue capacità di adattamento e consapevole del fatto che voleva raggiungere tenacemente la meta. Infatti eccolo a Copenaghen e da lì, dopo un meritato riposo e l’acquisto di un nuovo cellulare, via, di nuovo in bici verso una nuova tappa, Helsimborg, in Svezia a 52 km da Copenaghen. Mi racconta di una pedalata sulla pista ciclabile che costeggia il mare del Nord, di pescatori subacquei alla ricerca di halibut.

Da Helsinborg poi ancora ha proseguito fino a Malmo, ultimo tratto di circa 80 km, ultima tappa di questa meravigliosa avventura; e così, dopo 6 giorni di pedalate, il viaggio di Emanuele si è concluso. In totale ha percorso 530 km di cui 260 in Germania, 150 in Danimarca e 130 in Svezia raccogliendo € 3000.

Sono sicura però, da mamma, che il viaggio più importante lo ha compiuto dentro di sé, vivendo da protagonista il suo ruolo di sibling, lasciandosi accompagnare e sostenere dalla nostra grande, meravigliosa famiglia di Aidel22 e… come mi ha detto tornando a casa: – Mamma questo è solo l’inizio – .