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La nostra associazione è stata invitata a partecipare ad un Convegno molto importante a Torino sulla disabilità Intellettiva; le promesse di condividere tra più soggetti diversi le esperienze e i progetti concreti sono state mantenute e l’evento è stato interessante, coinvolgente e stimolante per future collaborazioni.

L’evento ha messo a confronto studiosi ed esponenti del mondo del volontariato e li ha coinvolti in un dialogo sugli ostacoli e sulle opportunità legati all’inserimento sociale e lavorativo delle persone con disabilità.

Nella mattinata il dott. Roberto Keller neuropsichiatria infantile e il dott. Mauro Torchio, specialista in  medicina interna, già coinvolti dalla nostra associazione rispettivamente per i progetti “RaraMente”  e “Transitional Care” hanno relazionato sulle esperienze maturate in questi ultimi anni, portando a fattor comune le esigenze di assistenza che hanno in particolare i malati con sindrome complesse; molti i bisogni comuni e le stesse difficoltà da parte delle famiglie nel trovare interlocutori sanitari affidabili, competenti e servizi duraturi nel tempo.

Il prof. Borgonovi, docente presso il Dipartimento di Analisi delle politiche e management pubblico dell’Università Bocconi, si è invece concentrato sull’inclusione scolastica, a seguire la presentazione delle esperienze della Piazza dei Mestieri (realtà di formazione professionale scolastica per adolescenti con disagio) e dell’associazione genovese di volontariato “Emozioni Giocate”.

Nel pomeriggio è venuto anche il nostro momento! Abbiamo infatti condiviso le buone pratiche portate avanti da diverse associazioni oltre alla nostra: A.I.R. Down, Prader Willi, Emozioni Giocate, Associazione Autismo Regione Piemonte. Abbiamo avuto la possibilità di accennare al progetto RaraMente che nonostante intoppi burocratici nel volgere di poche settimane dovrebbe finalmente essere avviato anche nella nostra regione. L’occasione è stata utile ovviamente per distribuire del materiale informativo della nostra associazione ai partecipanti al convegno e abbiamo constatato che ancora molto lavoro debba essere fatto affinché la sindrome venga riconosciuta dagli operatori e dalle associazioni di volontariato presenti, in particolare quelle che si occupano di formazione professionale e quindi fondamentali per un auspicabile percorso di inserimento lavorativo dei nostri giovani.

A fine giornata si è aperto un dibattito sul tema degli sviluppi futuri delle politiche sociali a Torino e in Piemonte. Inutile dire che a parole viene dimostrato da parte dei relatori un impegno costante che però non ci pare si traduca in azioni concrete.

La sfida che ci attende come gruppo regionale in questo caso è duplice: crescere in competenza sulle nozioni di Legge che tutelano (o dovrebbero farlo) i diritti dei pazienti per poter interloquire con i soggetti istituzionali; fare squadra con le altre associazioni per trovare la forza di sostenere progetti impegnativi e azioni di lungo periodo.

Alberto Da Vià
Responsabile AIdel22-Piemonte

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